13 novembre 2018

Michel Onfray: la mia battaglia contro “l’Impero di Maastricht”

DI FEDERICO IARLORI
davincipost.info
L’avanzata dei partiti populisti in Europa e nel mondo, l’avvenire della sinistra, l’opposizione tra liberalismo ed ecologia, il servilismo dei media tradizionali ed il ruolo delle reti sociali nell’informazione, le elezioni europee e la rovina della civiltà occidentale. Il filosofo Michel Onfray risponde alle nostre domande
In Francia Marine Le Pen resta lo spauracchio. Ad ogni elezione rappresenta un pericolo, ma dopo sono sempre gli altri (gli stessi) che vincono e lei scompare fino alle seguenti elezioni. In Italia questo incubo presunto è diventato realtà, con il successo elettorale di Salvini: perché secondo lei? Qual è la differenza tra i due paesi?
Mitterrand ha tradito due volte la sinistra: una prima volta nel 1983 con la svolta verso il rigore, una seconda nel 1992 con il Trattato di Maastricht. In entrambi i casi si trattava di permettere la costruzione di un’Europa liberale. Per restare al potere ed essere rieletto per un secondo settennato, Mitterrand ha avuto bisogno di lasciar credere che la direzione storica della sinistra era di convertirsi al mercato che fa le regole… In quel modo realizzava il programma politico di colui che aveva battuto nel 1981: Giscard d’Estaing! Per essere rieletto, ha dovuto spaccare la destra in due fazioni, dato che non poteva essere rieletto soltanto in base alla sua forza elettorale ma solo grazie alla debolezza del suo avversario. Dunque ha strumentalizzato Jean-Marie Le Pen intervenendo personalmente presso i giornalisti per dare al leader del Fronte nazionale una diffusione mediatica che faceva il suo gioco politico, dato che indeboliva la destra repubblicana.
Da allora, i liberali di destra (Sarkozy e Chirac) e di “sinistra”, (Hollande e Macron), utilizzano la stessa strategia: bisogna che Marie Le Pen sia sufficientemente forte per arrivare al secondo turno, ma non abbastanza per vincere. Da qui la necessità di demonizzare la Le Pen in modo che al secondo turno non ci sia altro voto possibile tra i falsamente progressisti e chi viene qualificato come cattivo populista.
Insomma ciò che è chiamato “populismo” non già dai progressisti, ma dai “populicidi” non è altro che il rifiuto del programma politico liberale di distruggere la protezione dello Stato sovrano in nome di un internazionalismo del mercato degli uomini e delle merci -degli uomini considerati merce. Questo modo di fare funziona ovunque sia in vendita l’Europa liberale, Italia compresa…

Il Partito Democratico in Italia, così come il Partito Socialista in Francia vivono un momento tra i più oscuri della loro storia politica. Perché la sinistra moderata perde dovunque e perché non riesce a prendere coscienza dei suoi errori e a rifondarsi ?
Perché la linea di demarcazione a destra e a sinistra separa ormai i “sovranisti” dai “liberali” e non esiste un uomo politico francese ideologicamente e moralmente abbastanza forte per rinnovare il Partito Socialista nel senso di un nazionalismo di sinistra, per la buona semplice ragione che questo richiede del tempo e che essi hanno invece tutti un obiettivo volgare a breve termine: la loro elezione o la loro rielezione.
Aggiungo che questa stessa linea di demarcazione è anche una linea di frattura del Partito Socialista stesso e che da Mitterrand a Hollande, passando per Jospin, i socialisti che hanno avuto il potere dal 1981 nel quadro europeo a volte sono stati più liberali che i liberali stessi. Quelli che sono stati sovranisti, come il mio amico Jean-Pierre Chevènement, sono stati emarginati, e poi criminalizzati intellettualmente dagli intellettuali compagni di strada del progetto di Maastricht – penso a Bernard Henry Levy e ai suoi sodali.

È realmente possibile una vera politica ecologista in un sistema liberale e capitalista ?
Il capitalismo, è la costruzione delle ricchezze per mezzo della scarsità e questo modo di creare la ricchezza è inseparabile dalla produzione da quando esiste: i gioielli delle tombe preistoriche sono fatti con delle belle pietre e delle belle conchiglie perché erano cose rare. Questo tipo di produzione esiste ed esisterà sempre. Il liberalismo è il mercato, dunque il denaro che detta le regole, mentre invece per l’ecologia dovrebbe prevalere la conservazione del pianeta. Quando il mercato detta la legge non vi può essere cura per il pianeta: è una cosa totalmente opposta. Ancor peggio, il capitalismo riesce a utilizzare l’istanza ecologica per fabbricare delle merci redditizie…
Non può esserci vera ecologia senza decrescita attiva. Ma a livello planetario, questa è impensabile…

Perché certi pensatori storici fortemente connotati a sinistra, come Antonio Gramsci per esempio, diventano dei simboli per le destre “populiste“? E inoltre, perché dei pensatori contemporanei di sinistra come Jean-Claude Michéa e Lei stesso prendono sempre più una certa distanza dalla sinistra contemporanea ?
Gramsci è utilizzato per una sola delle sue idee, che per giunta è banale: il potere reale non si ottiene se non dopo averlo conquistato con una battaglia ideologica e intellettuale. All’infuori di questo, la conoscenza di Gramsci da parte di coloro che lo citano, come nel caso in cui si citano Carl Schmidt, Spengler o Orwell, ha raramente delle basi solide.
Jean-Claude Michéa e io stesso, ma non vorrei parlare al posto suo, siamo di una sinistra impossibile da inquadrare negli schemi istituzionali francesi: la mia sinistra antiliberale, non può piacere al Partito Socialista, la mia sinistra antitotalitaria non può piacere al campo robespierriano che riunisce comunisti, mélenchonisti,, trotzkisti. Non si tratta dunque di pensare a destra con i neo-socialisti o di pensare neo-bolscevico con i nuovi comunisti o i neo-trotzkisti : la mia sinistra libertaria è altrove…

Qual è il ruolo giocato dalle reti sociali e dalle “fake news” nelle vittorie dei partiti populisti ? L’informazione tradizionale, in particolare il servizio pubblico, ne sono anche responsabili in una certa misura ? Che cosa cambierebbe Lei in Francia dell’informazione pubblica ?
Il servizio Pubblico è il più grande fornitore di fake news in Francia! È una valanga 24 ore su 24, del catechismo che io chiamo l’impero di Maastricht. Vi si criminalizzano e vi si assurgono al rango di eroi gli stessi, si divide il mondo in due fazioni, quella del bene e quella del male nella quale, come se fosse l’Inferno di Dante, si trovano Le Pen e Putin, Trump e Orban, Salvini ed Erdogan in compagnia certo di Adolf Hitler e di Pétain- ma mai in compagnia di Lenin o di Mao, di Trotzky o di Stalin, dei grandi cattivi accettati nel campo del Bene.
Quello che bisognerebbe cambiare nel servizio pubblico? Bisognerebbe semplicemente che questo fosse ciò che si definisce : un servizio del pubblico… In altre parole che funzionasse non come una propaganda spudorata, ma come un dibattito democratico! Il denaro dei contribuenti non deve finanziare la causa minoritaria dell’ideologia di Maastricht.

Con la vittoria dei 5 Stelle e della Lega, ormai in Italia la guerra è dichiarata tra gli intellettuali considerati come dei Borghesi bohemien (bobos), dei benpensanti eccetera e il popolo che si sente autorizzato a parlare liberamente e non ha più paura di farsi etichettare come fascista, razzista o omofobo. Come si è arrivati a questo?
Le reti sociali hanno reso possibile un’informazione alternativa alla luce della quale è stato possibile misurare il grado di servilismo dei media ufficiali nei quali lavorano gli intellettuali organici dell’impero di Maastricht. La Stampa agli ordini di questo Stato imperiale può anche insultare, disprezzare questo o quell’altro, il popolo non cambia idea. Ricordatevi che tutta la stampa ufficiale era favorevole a Hillary Clinton mentre lei bombardava massicciamente Trump, che è stato eletto lo stesso… I giornalisti del sistema non hanno ancora capito neanche questo: continuano a vendere i loro giornali soltanto perché lo Stato li sovvenziona, compresa l’Humanité, una delle testate più sovvenzionate con LeMonde e Libération.
I 5 Stelle hanno voluto introdurre la moralità in politica. D’altra parte essendo in maggioranza persone che appartengono alla società civile, sono spesso criticati per la loro mancanza di competenza. Che cosa è peggio secondo lei?
Il problema è che il potere corrompe e che ha anche corrotto alcuni che venivano dai 5 Stelle e quindi ci sono stati incompetenza e corruzione…
La mia sinistra libertaria è comunarda e girondina: evita la rappresentanza politica e promuove il potere diretto sul principio dei Soviet russi (e non bolscevichi) o dei consigli operai ungheresi. Il peggio è dunque nel potere rappresentativo…

Che cosa ne pensa dell’iniziativa di Salvini di chiudere i porti italiani alle ONG ? Pensa che come reazione a una politica europea sempre penalizzante nei confronti dei paesi del Sud possa essere giustificata? O piuttosto che debba essere comunque condannata ?
L’immigrazione è un fenomeno di civiltà contro il quale l’occidente non può ormai far più niente. La fine delle nazioni, come premessa alla costituzione dello Stato Maastrichtiano che è diventato un Impero, non è stato paradossalmente la data di nascita dell’Europa, ma quella della sua morte. Nelle civiltà capita come nel corpo umano: quando si trova in fase terminale, non c’è molto da fare. Non sono mai stato un partigiano delle cure palliative…
Lei ha scritto “Pensare l’Islam”. Come si può “Pensare l’immigrazione” perché questo non sia sistematicamente utilizzato come argomento di propaganda dall’estrema destra?
Quello che vi ho appena detto non mi mette nella schiera dei pessimisti che vedono il peggio ovunque o degli ottimisti che vedono il meglio ovunque, ma nella schiera dei tragici che cercano di vedere la realtà qual è. L’immigrazione e l’Islam devono essere considerati con il distacco che conviene alla lungimiranza degli storici o dei filosofi e non con la tirannia dell’istante e dello scalpore cari ai giornalisti e ai politici…Bisogna pensare a tutte queste cose tenendo sott’occhio Hegel e non i giornali quotidiani… Piuttosto le Lezioni sulla filosofia della storia e non i media del servizio pubblico. Leggendo Hegel si impara che le civiltà nascono, crescono, vivono, muoiono e lasciano il posto a delle altre… È una premessa elementare a qualunque considerazione seria su questi argomenti.
Le prossime elezioni europee saranno il campo di battaglia degli europeisti contro gli euroscettici o come Lei ha scritto su Marianne, dei “populisti contro i populicidi”: che cosa capiterà secondo Lei ?
Il grande vincitore sarà l’astensione e poi tutti quelli che diranno che non vogliono più saperne di questo stato di Maastricht diventato Impero. Ma alla fine quelli che governeranno saranno in maggioranza per questo Impero…

8 novembre 2018

E’ MATEMATICA CHE A SALVINI INTERESSI CHE TUTTO PEGGIORI (in una semplice pagina).


 
Il Populismo è un movimento di pura REAZIONE (esasperazione, rabbia, scelte radicali anche quando dissennate) a quella che viene percepita come una MINACCIA esterna (la nazione nemica o i predatori globalisti come l’UE e Soros o i migranti), infatti esso è sempre NAZIONALISMO (la patria, i confini, l’identità di razza e cultura, la nostra moneta ecc.).
Ne consegue che per definizione il Populismo è UNO STATO D’EMERGENZA.
Ne consegue che esso richiede l’uomo forte capace di guidare le masse nell’EMERGENZA.
Ne consegue che il CARBURANTE stesso che alimenta la vita e l’avventura politica di quell’uomo forte è proprio una miscela di:
MINACCIA + STATO D’EMERGENZA + REAZIONE NAZIONALISTA.
Ne consegue che come quello specifico carburante viene meno, così scompare la centralità per il popolo del Populismo e dell’uomo forte Populista.
Ne consegue che se Salvini lavorasse davvero a politiche di benessere strutturale per le famiglie e aziende italiane, questo equivarrebbe a un suo suicidio politico. Salvini ambisce febbrilmente a divenire leader dei Populismi europei, quindi egli non ha nessun interesse, ma neppure di striscio, che i disastri dell’Eurozona e i problemi di migrazione si risolvano davvero. Perché risolverli, appunto, equivale all’esaurimento del CARBURANTE di MINACCIA + STATO D’EMERGENZA + REAZIONE NAZIONALISTA che lo ha creato e che oggi gli regala tutto il potere che ha. E’ matematica che a Salvini interessi risolvere nulla, anzi, che gli interessi che tutto peggiori.
Infatti Salvini sta governando nella Spesa Pubblica a totale favore e in totale sottomissione alla UE, le sue misure di spesa sono abbagli di spiccioli, non sfiderà mai davvero Bruxelles con Deficit al livello del dramma nazionale, e sui migranti ha scientificamente scartato qualsiasi soluzione sistemica al problema. E’ matematica che a Salvini interessi risolvere nulla, anzi, che gli interessi che tutto peggiori.
THINK.

30 ottobre 2018

LA SINISTRA DI OBAMA, DEL PD, POI BOLSONARO E SALVINI.




Jair Bolsonaro ha vinto in Brasile come Salvini ha vinto in Italia. Il primo è parecchio differente dal secondo. Salvini è uno stampino del Populismo di Bannon, di Le Pen, gente piuttosto puzzolente e ignorante. Bolsonaro non ha nulla a che vedere col Populismo, è un neo-nazista della vecchia scuola dei generali neo-nazisti che JF Kennedy e suo fratello Bob impiantarono in America Latina dal 1962 in poi, con le conseguenze che sappiamo in tutto il continente. Da militare Bolsonaro disse senza problemi che “Ci vuole una strage di almeno 30.000 brasiliani, e nessuno in galera, proprio ammazzati, poi se ci vanno di mezzo gli innocenti, pazienza, capita.”. E’ dichiaratamente a favore della tortura e degli omicidi extra-giudiziali. Quindi se i Salvini-types sono grezzi fascistoidi, questo è un neo-nazista dichiarato.

La domanda che ci poniamo tutti è: ma è possibile che un elettorato, quello brasiliano, che fu moderato o addirittura di sinistra faccia capriole di questa portata? La risposta non la do io, perché ho l’umiltà di ammettere quando qualcuno ne ha formulata una più sinteticamente brillante di quella che pensavo. Eccola:

Dov’erano i Centro-Sinistra (i Liberals in inglese, nda) quando la Wall Street che Barak Obama ha salvato strangolava il popolo del Brasile affinché ripagasse debiti accumulati dai suoi oligarchi? Il Centro-Sinistra è la linea diretta fra il Capitalismo e il Fascismo, non la sua antitesi”. (Rob Urie, Counterpunch)

Nel caso di Salvini e del becerismo che oggi trionfa con lui si può dire esattamente la stessa cosa, con minimi ritocchi:

Dov’erano i Centro-Sinistra (il PD in primis, nda) quando la UE che essi hanno voluto strangolava famiglie e aziende italiane affinché ripagassero debiti resi velenosi dalla moneta euro? Il Centro-Sinistra è la linea diretta fra il Capitalismo e il Populismo, non la sua antitesi”.

p.s. A quelli che mi attaccano perché bastono sia Guelfi che Ghibellini, rispondo: faccio il giornalista, non il politico, meno che meno il cheerleader.

26 ottobre 2018

LIBRE>>>Scie chimiche, Gianini: se smontate un aereo scoprite tutto


Enrico Gianini
Chemtrails
«Mi portino pure in tribunale», dice. «Gli dirò di fare una cosa semplicissima: basta prendere un aereo e smontarlo, per capire subito da dove vengono quelle scie». Enrico Gianini, per anni operatore aeroportuale a Milano Malpensa, ha le idee chiarissime sulle strane tracce, bianche e persistenti, che da circa 15 anni intasano letteralmente i nostri cieli. «Tutti sanno tutto, in aeroporto, ma nessuno dice niente», dichiara Gianini ai microfoni di “Border Nights”, denunciando l’omertà generale che coprirebbe la cosiddetta irrorazione quotidiana dell’atmosfera. «Sanno tutto anche i piloti, la cui mortalità sembra sia in aumento: tumori e infarti». Da quando le normative antiterrorismo li obbligano a volare in cabine sigillate, aggiunge, proprio i piloti sono i primi a respirare l’aria inquinata dai composti destinati a essere rilasciati dall’aereo sotto forma di aerosol. Gianini è convinto di aver scoperto il dispositivo clandestino: serbatoi supplementari inseriti in coda, nelle stive dei velivoli. Per trent’anni addetto al carico e scarico dei bagagli, se n’è accorto stazionando sotto gli aerei, da cui sgocciola liquido anomalo, pieno di metalli pesanti. Ne ha parlato tempo fa in un video su YouTube, che ha fatto notizia. E oggi conferma: l’operazione “cieli a strisce” continua, nell’indifferenza generale, senza che nessuna autorità di vigilanza protesti per il costante inquinamento indotto dai jet di linea trasformati abusivamente in “tanker”, aerei-cisterna.
Alluminio e cadmio, bario, manganese. E poi ferro, torio e stronzio: sono gli elementi chimici riscontrati nel liquido che gli aerei perdono, una volta a terra. L’atmosfera è cambiata, da quando è diventato massiccio il ricorso alla geoingegneria. Sul sito “Tanker Enemy”, Rosario Marcianò spiega che i primi esperimenti risalgono agli anni ‘80, ma il “trattamento dei cieli” è diventato intensivo, anche in Italia, dopo che l’allora primo ministro Berlusconi firmò con gli Usa nel 2001 l’accordo “Open Skies Treaty”, divenuto operativo il 23 giugno 2003. Motivazione: il contrasto del surriscaldamento climatico. Di fatto, secondo lo stesso Gianini, era un pretesto per

17 ottobre 2018

#METOOGAZA, e TIBET*. E' NECESSARIO TENTARE DI TUTTO PER FERMARE IL VERME SIONISTA!

#METOOGAZA, e TIBET*.

 

Conversando con Noam Chomsky il 2 ottobre su temi del tutto personali ho appreso dell’esistenza dell’appello #MeTooGaza, un appello che seguì l’ennesima e risaputa strage in stile Gestapo ad opera della Israeli Defence Force su civili Palestinesi disarmati il 30 maggio scorso. Noam Chomsky, come Ilan Pappe, come Norman Finkelstein, come Abby Martin, come altri anonimi cittadini del mondo come me, si sono uniti a questo appello che deve durare finché l’assedio israeliano di Gaza sarà terminato, quindi è sempre attualissimo.

Purtroppo trattandosi di crimini contro l’umanità da parte d’Israele, i numeri degli aderenti sono una minuscola frazione rispetto alle Magliette Rosse o ai Padani o ai Piddini o ai Fattoquotidiani. Non ci trovate certo Fusaro o Becchi o Cruciani o i superSionisti Lerner e Travaglio, perché mettere la propria faccia per i Palestinesi non fa figo, né fa like su Facebook, è devastante per la carriera (ehm, ne so qualcosa eh?). Ma fatelo sto video di 30 secondi. Per uploadarlo è facile, le istruzioni sono qui


Grazie. Paolo Barnard
*Nel titolo, dopo Gaza, ho scritto Tibet, solo perché l’imperativo morale mi obbliga a citare l’unica altra Apartheid in tutto il Pianeta che ancora sopravvive assieme a quella Palestinese. Pechino ha compiuto genocidio sui tibetani nell’indifferenza totale di tutti noi. Purtroppo mentre per la Palestina ancora esiste una frattaglia di speranza che i nostri governi agiscano per porre fine a quell’abominio, per il Tibet e la sua cultura non esiste più nessuna speranza, e va detto: una grossa mano in questo senso l’hanno data la coppia di buffoni Richard Gere e il Dalai Lama.