11 agosto 2019

La crisi del governo Conte. Per un'alternativa di classe contro la destra


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«Chiedo al popolo italiano pieni poteri». Il ministro degli interni più reazionario del dopoguerra svela il proprio progetto bonapartista. Non il fascismo, ma neppure un ordinario centrodestra in una normale logica di alternanza. Il progetto di Salvini è quello di un regime Orban all'italiana, fondato su un blocco sociale nazionalpopolare e sulla concentrazione dei poteri nelle mani dell'esecutivo. È nel nome di questo progetto che il ministro degli interni ha operato lungo l'arco di un anno, tra strette forcaiole contro i migranti, demagogie reazionarie sull'ordine pubblico, invocazione di rosari e Madonne, con la piena complicità del M5S. È nel nome di questo progetto che Salvini ha aperto la crisi del governo Conte, rompendo con M5S.


I FATTORI DELLA CRISI POLITICA

Il governo M5S-Lega era minato sin dalle origini dalla natura plebiscitaria del progetto salviniano, oltre che dalla contraddizione tra i blocchi sociali delle due destre che lo componevano. Il ribaltamento dei rapporti di forza tra Lega e M5S, certificato dal voto europeo, ha precipitato questa contraddizione. L'iniziativa di rottura da parte di Salvini si pone in questo quadro. Diversi fattori combinati hanno spinto in questa

27 luglio 2019

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[Rosie Green Riveter (credit: maylilly - Ava Kutis)]
Lettera aperta a tutte le lavoratrici, a tutti i lavoratori e a tutte le organizzazioni sindacali

 

Noi giovani siamo la futura generazione di lavoratori, che nei prossimi anni affronterà le avversità di un mondo sempre più ostile. Gli scienziati del clima indicano che forse non avremo nemmeno l‘opportunità di mettere in pratica ciò che oggi stiamo studiando.



Secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite) abbiamo solo undici anni per evitare il collasso degli equilibri ecosistemici causato dal riscaldamento globale da gas serra; il punto di non ritorno potremo forse evitarlo solo a patto di una decarbonizzazione a livello globale entro il 2050.



Aumento di temperature, innalzamento del livello del mare, desertificazione, eventi climatici estremi distruttivi, scarsità di acqua, cibo, perdita di biodiversità: sono solo alcuni effetti della crisi climatica ed ecologica cui rischiamo di assistere inermi. Settori interi dell’economia, della società e la stessa civiltà umana per come l’abbiamo conosciuta rischiano il tracollo. In questo scenario catastrofico le disuguaglianze sociali si faranno ancora più estreme, poiché il fardello dei costi ambientali si scarica sugli ultimi anelli della piramide: i lavoratori, i disoccupati, gli studenti, i migranti.



Chi si trova in cima a quella piramide sono i

Decreto sicurezza bis: dalle multe alle ong fino alla stretta sulle manifestazioni, ecco cosa cambia

Sanzioni inasprite anche nel caso di manifestazioni pubbliche o sportive. Le critiche: “Manca presupposto urgenza, solo propaganda”. Associazioni in piazza per protestare.
Immagine di repertorio

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di Eleonora Camilli
Il governo ha messo la fiducia sul Decreto sicurezza bis (dl 53 in materia di immigrazione e ordine pubblico). Ad annunciarlo è stato il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. Il testo dovrebbe essere approvato oggi, per poi passare di nuovo al Senato per l’approvazione definitiva.
Il decreto, che scade il 13 agosto, interviene su diversi temi: innanzitutto sul salvataggio in mare, inasprendo le sanzioni per le ong che operano nel Mediterraneo. Ma una parte del provvedimento è anche dedicata alla regolamentazione delle manifestazioni. Per questo il decreto sicurezza bis è aspramente criticato da mesi, ed oggi, mentre in aula si svolgerà la votazione, è stata programmata una manifestazione a Montecitorio di diverse associazioni. 

In tutto, il dl si compone di 18 articoli, divisi in due parti: il contrasto all’immigrazione irregolare e le disposizioni relative all’ordine pubblico. Il testo, passato per le Commissioni, è stato modificato. Tra le novità più rilevanti, le multe da 150 mila fino a un milione di euro per le ong che non rispettano il divieto di ingresso, transito o sosta in acque territoriali italiane. Inoltre se il capitano della nave non si ferma davanti allo stop della Guardia costiera viene immediatamente arrestato e può andare incontro a una sanzione da 10 mila a 50 mila euro (articolo 2). Nel caso in cui il capitano non sia in grado di pagare la multa, devono risponderne armatore e proprietario della nave. E’ previsto il sequestro della nave e la confisca, in questo caso l’imbarcazione diventa proprietà dello Stato.
L’articolo 3 inasprisce le pene relative al reato di favoreggiamento dell’immigrazione irregolare, mentre l’articolo 4 prevede uno stanziamento di circa due milioni di euro per il Fondo rimpatri. Nella seconda parte, quella relativa all’ordine pubblico, vengono inasprite le pene per oltraggio

26 luglio 2019

27-28-29 giugno 1969 - 2019 : IL NOSTRO FUTURO E' NEL NOSTRO PASSATO!

News Salvini blocca la Guardia Costiera con 141

News


Salvini blocca la Guardia Costiera con 141 migranti a bordo: "Non scendono fino a quando..."

Nave Gregoretti ha raccolto naufraghi ma non può sbarcare: il ministro vuole prima discutere la redistribuzione in Europa
Nave Gregoretti della Guardia Costiera

Nave Gregoretti della Guardia Costiera

globalist 26 luglio 2019

Odio "Buon appetito pesci": i razzisti esultano per i migranti affogati in Libia

Decine e decine di commenti su tanti social pieni di odio e livore. Insulti ai 'buonisti' e alle Ong. "Questi non sono i bosognosi hanno Iphone e Nike, oggi mancavano i taxi Ong"

 

Il caso L'armatore del peschereccio che ha salvato 50 migranti: "Mi vergogno di essere italiano"

 

Il TAV passa sulle rotaie a 5 stelle



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La svolta annunciata dal Presidente del Consiglio a favore del TAV Torino-Lione è una pietra tombale sulla pubblica credibilità del M5S. Il tentativo di Di Maio di salvare la faccia con un no di bandiera in Parlamento serve solo a coprire la scelta di restare al governo nonostante il Sì TAV. Una recita squallida e penosa che può ingannare solo gli imbecilli.

La verità è che il M5S ha scelto di sacrificare la finzione No TAV alle proprie poltrone di governo.
Avevamo previsto da tempo che questo sarebbe stato lo sbocco del governo Salvimaio, contro tutte illusioni sparse a piene mani anche in ambienti della sinistra sul possibile ruolo progressivo del M5S. Ora parlano i fatti. E i fatti sono definitivi. Dopo il voltafaccia su TAP, il voltafaccia su TAV. Il M5S dà la propria benedizione all'opera infrastrutturale che da decenni è invocata dal padronato, dalla sua stampa, dai suoi comitati d'affari, da tutti i loro partiti (PD, Lega, FI, FdI...), e naturalmente dalla Unione Europea. Un'opera nociva dal punto di vista ambientale, socialmente inutile e costosa, utile solo per i profitti dei capitalisti.

Il recente ingresso del M5S nella nuova maggioranza di governo in Europa in cambio (pare) della propria ammissione al gruppo parlamentare liberale, ha contribuito sicuramente al voltafaccia. Ma la ragione prevalente è la salvezza ministeriale di Di Maio, pronto a tutto (ma anche al suo contrario) pur di restare al governo. Oggi in compagnia di Salvini, domani chissà. Ciò che conta è

23 luglio 2019

BOICOTTA ISRAELE PER SALVARE LA PALESTINA...

QUESTI SONO IN PARTE I MARCHI DI CUI I SIONISTI SONO I MAGGIORI AZIONISTI. E' STATO CALCOLATO CHE I CAPITALI DI ALCUNE MULTINAZIONALI VIENE SPESO INTERAMENTE PER L'INDUSTRIA BELLICA E LA SUA RICERCA.>>>>>>>TEVA - BARILLA - HP - IBM - <<<<<<<
BOICOTTA ISRAELE
Compagnie aeree : Israele DA BOICOTTARE
  • El Al Israel Airlines (Israele) LY; Aeroporti: Tel Aviv - Ben Gurion International, New York, tutti gli aeroporti (EWR, JFK, LGA, JRB), New York - John F. ...
  • Israir Airlines (Israele) ...
  • Arkia-Israeli Airlines (Israele)
    BOICOTTA COCA COLA E TUTTI I PRODOTTI CON   -729-  COME INIZIALI NEI CODICI A BARRE