27 aprile 2018

Di Maio porta i voti dei lavoratori ai padroni Ai lavoratori e le lavoratrici che hanno votato Movimento 5 Stelle


Testo del volantino politico del PCL in diffusione nei luoghi di lavoro
deepmayo

L'avevamo detto - contro corrente - per anni: il M5S è un partito padronale. Non siamo stati creduti. Ora parlano i fatti.

Certo, sappiamo bene che in molti avete votato M5S il 4 marzo. Chi in contrapposizione ai “vecchi partiti” che vi hanno levato l'articolo 18 e hanno portato la pensione a 70 anni. Chi per sfiducia verso una sinistra irriconoscibile che è stata complice di questa rapina. Chi in ogni caso prendendo per buone le promesse solenni di Luigi di Maio: “Basta alleanze con i partiti della casta, al centro un programma di svolta”.

Ma due mesi dopo? Non si è ancora formato il governo, e di quelle false promesse non è rimasto nulla. Anzi, tutto appare capovolto. Di Maio è disposto ad allearsi con ogni partito della “casta” (dal xenofobo Salvini a Matteo Renzi) pur di guidare il governo. Il programma è stato riformulato (oltretutto in modo truffaldino) per rassicurare i poteri forti. E ora Confindustria, banchieri e giornali benedicono il M5S e chiedono al PD di sostenerlo, così come fanno l'Unione Europea e gli ambienti NATO. Insomma: tutti i vostri avversari di classe degli ultimi trent'anni, quelli che hanno riempito il proprio portafoglio svuotando il vostro, salgono sul carro del vincitore.

Cosa significa? Significa che i padroni hanno cambiato cavallo per restare in sella. Loro hanno capito per tempo (e da tempo) che il M5S è una carta spendibile per i propri interessi. Hanno capito che dietro il fumo delle promesse sociali acchiappa voti (i vostri) su Fornero e reddito di cittadinanza, c'era un programma reale di segno opposto: nuova riduzione delle tasse per i profitti, continuità del pagamento del debito alle banche, rispetto dell'Unione Europea dei capitalisti, tutela della NATO (bombardamenti inclusi). Le successive limature del programma servono solo evidenziarlo. La verità è che i vostri voti vengono portati in dote ai poteri forti, contro di voi.

Lavoratori, lavoratrici, aprite gli occhi e alzate la testa! Non fatevi fregare un'altra volta!

È ora di preparare una mobilitazione unitaria, radicale, di massa che ponga al centro del confronto pubblico le rivendicazioni essenziali dei lavoratori, dei precari, dei disoccupati:
- Ripristino dell'articolo 18 e cancellazione di tutte le leggi vergogna di precarizzazione del lavoro.
- Via la Legge Fornero, si vada in pensione a 60 anni o con 35 anni di lavoro, si riduca l'orario generale di lavoro a 32 ore pagate 40.
- Per un salario dignitoso ai disoccupati che cercano lavoro, finanziandolo col taglio ai trasferimenti pubblici ai padroni e con la tassazione dei grandi profitti, rendite, patrimoni.

Solo un'azione di lotta generale può unire gli sfruttati attorno a queste rivendicazioni e aprire dal basso una pagina nuova.

Ma una lotta seria per queste rivendicazioni riconduce al nodo di fondo. Il capitalismo ha fallito. Non serve a nulla cambiare l'amministratore delegato del capitale, illudendosi ogni volta che possa difendere il lavoro. È necessaria un'altra società, libera dai padroni e dallo sfruttamento, dove siano finalmente i lavoratori a comandare. È necessario un governo dei lavoratori e delle lavoratrici, l'unico che può abolire il debito pubblico verso le banche e nazionalizzarle, l'unico che può espropriare le aziende che licenziano.

Lavoratori e lavoratrici, c'è solo un partito di cui vi potete fidare. Quello che lotta per questo programma di rivoluzione. Quello che non ha da difendere altri interessi che i vostri.
Per questo costruiamo il Partito Comunista dei Lavoratori.
Partito Comunista dei Lavoratori