30 marzo 2018

G8 e Regeni: l'ipocrisia della giustizia borghese reprime il dissenso


Quanto riferito da chi fu protagonista delle indagini per i fatti del G8 è ciò che gli organi della giustizia italiana ed europea hanno accertato
zucca_gabrielli

"Chi ha torturato a Genova ora è ai vertici della polizia"; “I nostri torturatori sono stati coperti dai vertici della polizia”; “La rimozione del funzionario condannato è un obbligo convenzionale”; e ancora: “Noi violiamo le convenzioni, è difficile farle rispettare ai paesi non democratici”. Le parole pronunciate dal sostituto procuratore generale Zucca durante un convegno tenutosi a Genova sul caso Regeni hanno suscitato un polverone, calamitando le reazioni di quanti tra i massimi organi dello Stato vi hanno scorto un’animosità incompatibile con il ruolo di magistrato e quanti addirittura vi hanno letto un attacco infamante alle forze dell’ordine. La verità disturba. Quanto riferito da chi fu protagonista delle indagini per i fatti del G8 è ciò che gli organi della giustizia italiana ed europea hanno accertato (non solo ipotizzato) relativamente all’irruzione presso la scuola Diaz e alla caserma di Bolzaneto: è un dato di fatto che alcuni funzionari ai vertici della polizia hanno coperto persone che si sono rese responsabili di tortura; è un dato oggettivo che l’obbligo di rimuovere dagli incarichi i responsabili di reati che implicano maltrattamenti sia stato disatteso dal governo.
Massima solidarietà pertanto a chiunque si faccia portavoce nel denunciare quella che è stata, e in parte continua ad essere, una delle pagine più tristi e cupe degli ultimi decenni. Come Partito Comunista dei Lavoratori, però, non ci limitiamo a difendere la libertà di opinione e
il diritto di critica contro ogni censura poliziesca o disciplinare paventata nei confronti di chi denunci un’ingiustizia. Ciò non è sufficiente. L’intera vicenda impone al proletariato compiti ben più alti e storicamente necessari. La mancata rimozione dei responsabili delle torture, così come a maggior ragione la loro promozione ai vertici della polizia, disvela ancora una volta il carattere classista dello Stato (indipendentemente dal fatto che a governare sia il centrodestra o il centrosinistra), mettendo in luce la politica della classe dominante che con quel comitato d’affari si fa scudo e al quale delega nei momenti di crisi il ruolo di manganello a protezione dei propri interessi parassitari.
Solo il superamento dello Stato borghese e un governo dei lavoratori potranno condurre ad una giustizia vera, che non sia più al servizio della classe borghese, ma a beneficio di tutti lavoratori. Come Partito Comunista dei Lavoratori chiediamo pertanto l’immediata rimozione di tutti i responsabili del massacro del G8 e ci battiamo per la costruzione di un fronte unico di massa che, attraverso l’unificazione di tutte le lotte in materia di giustizia contro i soprusi del padronato, metta in discussione l’intero sistema capitalistico, da cui origina l’odierno sfacelo economico, politico ed etico.
Partito Comunista dei Lavoratori - sezione di Genova