12 ottobre 2017

1) FORSE LA VERITA’ SUI VACCINI E’: THINK. (PENSARE CON LA PROPRIA TESTA)


   
motherbaby 
L’Istat pochi mesi fa ci ha detto che in Italia circa 68.000 persone sono morte nel 2016 per errori medici e disastri da strutture carenti. Quasi come i morti di tutta la guerra in Bosnia. Ci sono state manifestazioni a Pesaro con Paragone e il filosofo?
Io ho scritto due articoli sul caotico e francamente pietoso dibattito italiano sui vaccini, ed entrambi finivano con queste esatte parole:
IL DIBATTITO SUI VACCINI VA RI-A-PER-TO”.
Mi riferivo ovviamente al dibattito sociale di cittadini e legislatori, perché nella comunità scientifica esso non è mai cessato.
In quei due pezzi davo conto di uno studio americano di buona autorevolezza che considerava la questione vaccini dalla visuale del macro sistema, cioè usando i dati raccolti globalmente. E quello studio non era affatto rassicurante, poiché gli autori si domandavano in pratica questo: Perché nei Paesi dove le inoculazioni obbligatorie per bambino sono le più numerose, si registrano numeri di mortalità infantile superiori ai Paesi che vaccinano di meno (a parità di status economico e igienico-sanitario)? E concludevano: Chiediamo una verifica urgente di queste evidenze. Di nuovo:
IL DIBATTITO SUI VACCINI VA RI-A-PER-TO”.
Ma da noi il dibattito sociale e politico sui vaccini è rimasto impantanato fra curve Ultras di fessi ‘ital-ebani’ del TalebanNo o del TalebanSì. Con uno sconticino alla curva del No, poiché loro non hanno mai proposto un disegno di legge che obblighi i genitori a non vaccinare i propri figli pena la galera, mentre la curva avversaria sì (poi modificato).
Oggi mi è passata sotto il naso un’altra opportunità di ribadire quell’assioma fondamentale per l’umanità che si chiama Libero Dibattito & Libera Ricerca, in questo caso di nuovo sui vaccini. Ha un nome quell’opportunità: Dott. Thomas Jefferson. Carica: Cochrane Collaboration Senior Author, Università di Oxford, Center for Evidence Based Medicine. Un esperto di vaccini, italiano a metà.*
Naturalmente Jefferson è medico, ma il suo lavoro assieme ai colleghi di Oxford è anche quello di, semplifico, riesaminare ciò che hanno scritto altri scienziati su una data materia, ed esprimere un giudizio. No, meglio dire un parere, perché nella scienza è impossibile sostenere che una cosa nera è davvero nera, o che una cosa bianca è davvero bianca. La scienza infatti è solo questo: dibattito continuo e mai certezze su nulla (o quasi), ed è proprio Jefferson a dirmi “Il motore principale della scienza è l’incertezza”. Si tenga a mente cosa hanno fatto i fisici quantistici: hanno preso certezze scientifiche cementate dai tempi di Newton, e le hanno fatte esplodere, dimostrando le loro ragioni e molto di più (come i miei lettori sanno).
Il Dott. Thomas Jefferson è un ricercatore ad altissimo livello, e dopo averlo intervistato l’ho promosso a fonte utile da ascoltare sui vaccini. Sì, l’ho promosso. Io sono una ‘carogna’ di giornalista
da più di 35 anni, ho fatto a pezzi fior di grandi personaggi nella vita, incluso una volta Henry Kissinger (e poi quell’Umberto Veronesi et al.), e quando odoro superbia, partigianeria, o pochezza anche in un grande nome, lo cestino. Non Jefferson.
Il voto gliel’ho dato con maggior convinzione alla fine dell’intervista, quando mi ha raccontato che anni fa un altissimo funzionario di un importante governo europeo lo ha chiamato e minacciato personalmente senza mezze misure. Questo pezzo grosso pretendeva da Jefferson l’assoluzione totale, in stile Talebano televisivo, della vaccinazione contro Morbillo, Pertosse e Rosolia (MPR), “Lei ci deve dire che non esiste neppure l’ombra della preoccupazione! Che l’MPR è eccezionale!” ragliava furibondo il potente di turno. Jefferson ha fatto… click, tanti saluti signor politico importante, da me non avrà giudizi alla Mullah Omar. Poi lo stesso Jefferson però con me chiosa: “Guardi che dall’altra parte ci sono poi quelli che pretenderebbero che dicessi che i vaccini fanno stragi di malattie sconvolgenti o demenze o autismo… No, io ho il dovere di essere imparziale”.
Good start, mi sono detto, questo non è un ricercatore della classe dei Baciapile. Thomas Jefferson pubblica ogni anno una dichiarazione di conflitto d’interessi che lo vede ‘pulito’ da ombre di business (sempre che valgano davvero), e parteciperà proprio a Roma a una conferenza internazionale a numero ristrettissimo, 22 esperti, per dibattere quelli che lui stesso definisce “enormi problemi” nell’intreccio fra Big Pharma e ricerca scientifica. Posso anticipare che questo scienziato, se c’è da colpire, colpisce a 360 gradi.
Vi offro il suo punto di vista, ma ora, madri e padri, vi avviso: a differenza del mio precedente intervento, questo è molto, molto più duro da digerire, e per un motivo preciso. Il Dott. Thomas Jefferson, oltre ovviamente a condividere appieno il sopraccitato finale dei miei primi due articoli sui vaccini, è portatore di questa posizione:
Madri, padri, informatevi e poi… PENSATE.
E questi sono cavoli amari, poiché purtroppo la grande maggioranza della popolazione è inoculata fin dai primi anni di vita dal vaccino più micidiale in assoluto: quello che immunizza dal pensare con la propria testa. Pensare è angosciante, scomodo, non fa dormire. E quindi capisco che le righe che seguono saranno per tanti assai ostiche.
Sono quindi al telefono col Dottor. Thomas Jefferson, e la metto così: si deve immaginare che sta parlando alla Signora Luisa, segretaria dell’assicurazione sotto casa, incinta di 9 mesi.
La sua prima battuta da semi-italiano è ahimè questa: “Se vuole delle risposte secche Sì o No sui vaccini, Signora Luisa, si rivolga a Uno Mattina, non ai ricercatori”.
Lo attacco su un classico cavallo di battaglia dei NoVax, gli adiuvanti ai sali d’alluminio nei vaccini. Jefferson (con colleghi) pubblicò nel 2004 un articolo sul prestigioso The Lancet dove, nonostante ammettesse che i lavori scientifici sui sali d’alluminio erano vecchi e molto carenti, egli non vi ravvisava pericoli particolari e neppure chiedeva nuove indagini scientifiche. “No, lei ha sbagliato tutto”, Jefferson mi blocca. “Prima cosa quell’articolo non era una revisione Cochrane. Poi: noi sull’alluminio non abbiamo rassicurato affatto. Abbiamo detto che non abbiamo trovato nessuna prova allo stato di quei fatti. Si trattò di una revisione di test clinici che erano vecchi, condotti con i mezzi degli anni ’60 e ’70, e che comparavano l’uso di vaccini con o senza sali d’alluminio nell’arco delle decadi dagli anni ’20 agli anni ‘90. Non si vedevano differenze, cioè non si erano evidenziati grossi pericoli, ma ripeto, erano studi vecchi. Noi dovevamo essere imparziali”.
Qui emerge subito come orbita il cervello del ricercatore puro, rispetto a quello del cittadino medio. Lui dice “noi sull’alluminio non abbiamo rassicurato affatto”, e la scienza gli impone di aggiungere che “limitatamente a quegli studi però, non si erano evidenziati grossi pericoli”. LIMITATAMENTE A QUEGLI STUDI. Infatti poi il Dott. Jefferson sgancia la mina della dialettica scientifica più dura da digerire per mamme e papà:
Stia attento a ciò che le dico. Io le sto dicendo che l’assenza di prove contro, non è la prova dell’assenza di pericoli. Questo vale lungo tutto il dibattito sui vaccini, e in tutta la Medicina”.
Ok, prendetevi 15 minuti per macinare quella frase. Parliamo di vaccini.
Lo ripesco al volo, non gli do tregua: “Ok, ma mi permetta: uno scienziato serio, dato che valutavate lavori vecchi e fatti con tecnologie sorpassate, non avrebbe dovuto invece chiedere a gran voce la riapertura degli studi sugli adiuvanti con sali d’alluminio attraverso le tecnologie di oggi?” Lui:
No, sarebbe stata una perdita di tempo. Le ricordo che stiamo parlando di quei vaccini che usano adiuvanti, stia ben attento, cioè solo una parte di essi. Oggi la storia è molto differente, in particolare dal punto di vista quantitativo e di cos’è oggi l’alluminio nei vaccini. Nulla a che fare con quella roba primitiva di cui parlavamo prima. Negli ultimi anni ’90 sono stati introdotti nuovi adiuvanti potentissimi, qualcuno con, e altri senza alluminio, che hanno trasformato tutta la materia. Il gigante farmaceutico Glaxo non parla più di adiuvanti, ma di Sistema di Adiuvanti, come l’AS04 o AS03, dove quasi non esistono più i vecchi sali d’alluminio. Sono stati sostituiti da Compounds dove l’alluminio è presente in quantità e in forme chimiche del tutto diverse, ma immensamente diverse da ciò che abbiamo visto nel passato. La gente non le sa queste cose, e ancora si dibatte su notizie vecchie”.
La Signora Luisa sente il bebè scalciare nella pancia, caro Dott. Jefferson, forse è meglio che spieghi le basi, eh?
Ok. A che servono gli adiuvanti nei vaccini? A stimolare l’immunità e la produzione di anticorpi nel bambino. Sono aggiunti ad alcuni vaccini perché si ritiene che i pezzetti di virus o batteri presenti (l’antigene) non siano sufficienti da soli a provocare una risposta immunizzante adeguata”.
Pezzetti di virus? Eh? Chiarire please:
Allora: comunemente per i bambini si considerano due classi di vaccini. Il gruppo Morbillo, Parotite e Rosolia (MPR), e il gruppo Esavalente che comprende difterite, pertosse, polio, tetano, epatite B e Haemophilus B. Il gruppo MPR non ha adiuvanti, ma solo dei virus vivi ma attenuati che sollecitano la risposta immunitaria nel bimbo. Gli Esavalenti sono invece vaccini cosiddetti inattivati, hanno gli adiuvanti e contengono pezzi di virus e batteri morti”.
Ma qui torna la maledetta incertezza della scienza dove l’assenza di prove contro, non è la prova dell’assenza di pericoli.Lo ribadisco: nel caso del MPR, si tratta di vaccini testati negli anni ’60, sono studi clinici vecchi, e quindi di difficile lettura, e noi questo lo abbiamo detto in una Cochrane Review, e cioè che gli effetti collaterali del MPR sono stati studiati in maniera insufficiente. Anche la loro efficacia è di difficile comprensione, proprio perché questi studi clinici sono datati e furono scritti male.”.
Jefferson mette quindi un piombo dalla parte dubbiosa sui vaccini della bilancia, poi ecco che ci toglie la soddisfazione della scienza da Uno Mattina dei Sì! o No!, col seguito: “Ma neppure abbiamo verificato effetti collaterali gravi. Sono stati visti effetti collaterali importanti collegati però a un particolare ceppo virale che fu usato in America per produrre vaccini. E una cosa abbiamo visto con certezza: là dove sono calate le immunizzazioni con MPR si sono verificate epidemie serie. Il morbillo in particolare è una malattia respiratoria gravissima, le assicuro che può divenire orribile, anche uccidere. Io ho vaccinato i miei figli con MPR”.
Riassumiamo: ci sono due classi di vaccini. Quella senza adiuvanti (MPR) è però quella meno studiata ed è la più antiquata, neppure si sa con certezza se funzionano bene e cosa fanno(o faranno) di preciso i loro effetti collaterali; però catastrofi non se ne sono viste finora. La seconda classe (Esavalenti) ha gli adiuvanti, e allora, Dott. Jefferson, a cosa servono gli Esavalenti e che problemi portano?
Lui riparte da un punto che non mi aspettavo: “Senta, gli esavalenti sono divenuti 6 vaccini per logiche di Mercato (prima erano 3), e se stiamo sulle logiche di mercato arriviamo fino a domattina… Le grandi aziende farmaceutiche spesso usano ampie quantità di adiuvanti (quelli di nuova generazione), per produrre più quantità di vaccino con meno antigene, e questa potrebbe essere un’operazione di business… ma i loro profitti non sono la mia materia, se ne occupino i magistrati, per cui non vado oltre”.
Bella stoccata alla carica dei 101 Vaccini…
Ritorniamo allora alla spiegazione di questi Esavalenti: si è detto che contengono vaccini contro difterite, pertosse, polio, tetano, epatite B e Haemophilus B. Jefferson chiarisce: “Difterite e tetano sono oggi malattie rare, quasi debellate. La pertosse è meno rara, ma è una brutta malattia, sfinisce l’ammalato. La polio è sulla via d’estinzione, e visti i miglioramenti igienico-sanitari moderni il beneficio del vaccino è dubbio. L’Haemophilus B è un vaccino che sarebbe destinato ai bimbi neonati, e non vedo cosa ci stia a fare per bambini in età da scuola elementare. Neppure l’OMS lo raccomanda. L’epatite B ha un’altra storia…” (fu introdotto in Italia con mazzette allo schifoso duo Di Lorenzo-Poggiolini). Genitori, rileggete i pareri di Jefferson sugli Esavalenti, e a proposito del rapporto rischi-vera utilità, THINK.
E visto che io pubblico nell’Italia dei politicanti sciagurati, manco a farlo apposta Jefferson chiosa “I 6+3 non sono male come vaccini, però coi limiti che ho elencato. Ciò che è male è costringere la gente, invece che convincerla. Io credevo che certi metodi fossero scomparsi nel 1945.”
Il nostro colloquio torna a piombo nel comparto più ‘odioso’, quello dell’eterno dubbio, eterna incertezza della scienza vera, perché il ricercatore di Oxford ci piazza sta bella bombetta: “La gente deve sapere che l’equazione: produzione di anticorpi = protezione dell’umano, può essere vera per alcuni vaccini, oppure no. La stimolazione di anticorpi non è un meccanismo che in automatico promette protezione”. Addirittura! Quindi tutti sti camici bianchi da Uno Mattina che ci dicono “sei vaccinato, vai in pace” di che parlano? E mia madre che fa sempre l’antinfluenzale? Arriva un’altra bordata:
Vaccini inutili invece ne esistono di certo. Ho già citato la molto dubbia validità di inoculare quello per bambini detto Haemophilus B (uno degli Esavalenti), ma spettacolare è il caso di quello anti influenzale moderno, o di quello per gli anziani chiamato antipneumococcico (si dice che prevenga polmoniti). Questi sono proprio inutili, e ci sono le prove da anni. Noi al Chochrane lo diciamo da 25 anni, ma sa, c’è l’aspetto politico qui che si mette di mezzo”. Allora: il business mondiale dell’antinfluenzale è vertiginoso, vale a seconda dell’anno dai 6 ai 10 miliardi di dollari, ok? Il Dott. Thomas Jefferson ci dice che si sa da decenni che è totale spazzatura. Fantastico. Però una cosa ora l’abbiamo certa: il Dott. Thomas Jefferson non è uno che tira la volata a Big Pharma e ai suoi 6-10 miliardi di dollari in spazzatura all’anno. (...continua in parte 2...)

(...segue...)

Sulle interferenze nel business dei vaccini, che è proiettato globalmente verso i 50-60 miliardi di dollari all’anno, voglio tornarci più tardi, ma gli chiedo secco “Insomma, lei ci lascia in un mare di dati e considerazioni metà inquietanti e metà rassicuranti, ma almeno mi dica se esistono vaccini davvero micidiali”. Lui: “E’ molto difficile dirlo…

E ci risiamo, ecco la scienza del maledetto, ma vero, l’assenza di prove contro, non è la prova dell’assenza di pericoli, ora ribaltato su se stesso: la presenza di prove contro, non è la prova della presenza di pericoli. Dio santo, un “E’ molto difficile dirlo…” dalla bocca di un esperto mondiale NON è un no, ma neppure un sì. Lui continua flemmatico: “Posso solo citare l’esempio del Pandemrix, sempre della solita Glaxo, che viene prodotto a Dresda. Ha effetti collaterali rari ma molto gravi, e qui si parla di lotti specifici che hanno dato gravissimi problemi”. Lotti, terno al lotto, e la vita di mezzo. Ok. Almeno nel comparto bambini questo Pandemrix non esiste.

Qui gli cito quello studio che ha ispirato i miei primi due articoli sui vaccini, là dove era scritto che “Il programma USA di immunizzazione infantile specifica 26 dosi-vaccini per gli infanti di età inferiore a 1 anno – il maggior numero al mondo. Altre 33 nazioni ricche specificano un numero di vaccinazioni molto inferiore. L’evidenza preoccupante è che la Mortalità Infantile negli Stati Uniti è sempre superiore a quelle della 33 nazioni ricche che vaccinano meno”. La palla a Jefferson:

La mortalità per influenza è stabile dagli anni ’30 negli USA, anche se la copertura vaccinale contro è aumentata esponenzialmente. I dati che lei mi cita sembrano avvalorare le preoccupazioni, ma dobbiamo vedere su quali basi quei ricercatori sono arrivati a quelle conclusioni…”. E di nuovo, no Uno Mattina.

Senta Jefferson”, sbotto, “lei sono 25 anni che naviga gli stretti tempestosi fra il Bene Pubblico e uno dei conglomerati industriali più spietati, più compromessi e corruttori del mondo, che è Big Pharma. Cristo, io ci ho rimesso il lavoro in RAI quando li presi a cornate…”. Dall’altra parte della linea lui ridacchia, ma come dire “Eh gia!”. Io gliela butto secca: quanto alito sul collo sente lui a Oxford per sta storia dei vaccini?

Io per serietà affido questa risposta alla magistratura, i casi e le pratiche dei giganti del farmaco sono ben documentati. Ma si faccia attenzione qui al ruolo delle grandi riviste scientifiche mondiali.” Stop, devo spiegare alla Signora Luisa incinta di 9 mesi. Nella ricerca scientifica e medica, le cosiddette pubblicazioni sulle riviste scientifiche sono praticamente tutto. Più un medico pubblica, più farà strada, così il ricercatore e così una casa farmaceutica. No pubblicazioni, no party, anzi, la rovina. Ok? Continua Jefferson:

Queste grandi riviste oggi non si reggono quasi più sugli abbonamenti, hanno altre fonti di guadagno. Quella che posso definire enorme come fonte di denaro sono gli ‘estratti’. Cioè l’articolo pubblicato viene estratto dalla grande rivista, viene ristampato su carta pregiata col marchio dell’azienda farmaceutica, poi presentato dall’azienda farmaceutica al direttore sanitario, al primario, al professore universitario, dicendo: “Anche l’autorevolissima rivista dice che il nostro prodotto è ottimo. Guardate la lista degli autori! C’è il Gran Prof. di qui, il Gran Prof. di là…” Ma questo è Marketing puro. Il guadagno della rivista è altissimo, si aggira sulle 20-30 volte il prezzo di produzione dell’estratto”.

Sale la disperazione, e io non sono la Signora Luisa incinta di 9 mesi. Quando la scienza è rigore e non è Taleban oppure sciatteria oppure sporco interesse di Mercato, essa NON è un rifugio di sicurezze per noi persone, che vorremmo sempre sentirci dire SI’ o NO, FACCIA COSI’ E STIA CERTO. E invece la verità è che dobbiamo documentarci, non essere discepoli di nessuno e pensare con la nostra testa. E mentre rimugino questo, lui incalza con le porcherie del sistema ‘Pubblicazione Scientifica = Verità’.

Conosce il caso del Vioxx? Era un antinfiammatorio della mega azienda Merck, che poteva causare l’infarto. Uscì da uno studio di assai dubbia validità, fra il fraudolento… bè diciamo che presentava una versione molto particolare della realtà. Il New England Journal of Medicine, che è una delle grandi riviste di cui parlavo, ci ha fatto, si stima, 697.000 dollari di guadagno dalla pubblicazione degli’ estratti’. Chiaro il concetto ora?” Cristo, era chiaro anche prima. “E stia attento: quello studio non è mai stato ritirato, è ancora nelle banche dati scientifiche. Questi casi sono comunque operazioni di Marketing, ma capisce ora perché nessuno può mai gridare Ah! E’ la verità! Lo ha pubblicato la grande rivista!”.

Sulla vicenda Vioxx-Merck che come giornalista studiai, aggiungo io un particolare agghiacciante: i ricercatori interni alla Merck avevano segnalato da tempo che quel farmaco poteva uccidere, come accadde poi in numeri dai 60.000 ai 100.000 defunti, ma la dirigenza li ignorò. Jefferson si fa mogio:

Una volta organi dello Stato facevano studi clinici, producevano vaccini. Oggi non più, o raramente. Lo sviluppo delle molecole oggi è in mano ai privati. Quella di una volta era una visione pubblica della sanità… defunta. Ad esempio l’Istituto Mario Negri di Milano ancora oggi produce molecole e ne vende i brevetti al valore simbolico di 1 dollaro. Ma attorno a loro c’è il deserto”.

Ok, torniamo al futuro parto della Signora Luisa, e ai vaccini. Ma non faccio a tempo a parlare che lui ci sgancia un’altra bomba di dubbio, di sospetto sui Padroni del Vapore:

Allora, oggi ci sono questi adiuvanti di nuova generazione, le aziende ci dicono di stare tranquilli. No. Noi non sapremo mai se ci sono problemi con questi nuovi adiuvanti, come l’AS04 o l’AS03, perché non sono regolamentati separatamente dalle autorità”. Ehh?

Oggi non si registrano gli adiuvanti, ma il vaccino intero. Uno penserebbe che l’AS04 della Glaxo ad esempio sia stato testato col metodo classico di prendere 10.000 persone su cui testarlo e 10.000 a cui invece viene dato il placebo, cioè un AS04 finto che è praticamente un’iniezione di acqua e sale. No, questo metodo classico della scienza non è applicato agli adiuvanti moderni, essi passano alle verifiche delle autorità di regolamentazione solo come vaccino nel suo complesso. Senta Barnard, qui la Signora Luisa si metterà a piangere, ma io le dico che in generale nel campo dei vaccini ci sono problemi fondamentali coi regolamentatori internazionali”.

Mia moglie lavora come OSS in un centro per disabili mentali gravi. Una sera torna a casa e mi racconta del lamento tragico di una madre di uno di questi ragazzi, affetto anche da severo autismo. Le disse la donna: “Io me lo ricordo il mio pargolo, era sanissimo, poi lo vaccinammo ed eccovelo, guardi come me lo hanno ridotto!”. Io sono consapevole che sulla gente queste tragedie fanno una presa fortissima e l’associazione Vaccini/Medici delinquenti e malattia sembra ovvia. Ma non è così nella scienza. Il rapporto causa-effetto in un caso del genere, anche se associato ad altri, va dipanato con mezzi complessi ed enormi. Diverso sarebbe se su 5 milioni di bambini vaccinati, 2 milioni fossero diventati autistici. Cosa mai successa. Ma voglio sapere dal Dott. Jefferson dove si posiziona su questa controversia angosciante di vaccino-autismo.

C’è un nome, che fu di alto livello internazionale, e che sostenne l’accusa secondo cui i vaccini MPR possono causare autismo, è il Dott. Andrew Wakefield, oggi vive negli USA. Bè, una cosa è certa: Wakefield è un truffatore”. Stop, devo spiegare: molti anni fa il The Lancet pubblicò uno studio di Andrew Wakefield e altri 11 scienziati proprio sulla possibile correlazione fra vaccini MPR e autismo. Da lì partì una saga deprimente di smentite, vergognose rivelazioni in particolare su Wakefield, ma anche accuse di chi sosteneva che una serie di dati a favore del teorema vaccini come causa di autismo erano stati soppressi dal governo USA; poi imbarazzi del The Lancet, cancellazione dello studio, dissociazione di 10 dei 12 autori originali, con questo finale: i dati erano truccati, si parlava solo di 12 bambini in tutto a cui Wakefield appiccicò false diagnosi di malattie gastrointestinali e a cui sembra anche che abbia inflitto esami invasivi senza consenso di un pannello etico. Ma peggio: sembra in particolare che circolarono soldi per 'oliare' Wakefield affinché affermasse che i vaccini potevano causare autismo, quando alla fine le prove non esistevano. Ma ancora peggio: Wakefield tentò di lanciare, mentre era ancora medico docente, dei business da milioni di dollari di previsto profitto sulle basi delle sue fraudolenti scoperte. Un tribunale amministrativo inglese ha poi solo in parte riabilitato un collega e sostenitore di Wakefield per la sua (del collega) espulsione dall'Ordine dei Medici britannico, ma la sentenza ha dichiarato che "Non esiste ad oggi un corpo di prove rispettabili che sostenga le ipotesi del Dott. Wakefield sulla correlazione vaccini MPR e autismo".

Così è partita la saga vaccini/autismo. Jefferson aggiunge solo questo: “Confermo che ad oggi una correlazione solida fra vaccini e autismo non esiste”. E anche qui, usate la vostra testa: Che interesse ha il Dott. Thomas Jefferson - scienziato che tira calci a Big Pharma per la bellezza di 6-10 miliardi di dollari x anno d'incassi dei Giganti del farmaco; un uomo che sbatte il telefono in faccia a un pezzo da novanta della politica europea; un uomo che continua a rifiutarsi di gridare "Vaccini assassini o Vaccini miracolosi" - che interessa ha, dicevo, Jefferson a condannare Wakefield e la sua truffa oggi oltre ogni dubbio?
Ma io, che sono quella ‘carogna’ di giornalista, ricordo a voi e al Dott. Thomas Jefferson questa terribile verità galileiana: l’assenza di prove contro, non è la prova dell’assenza di pericoli.

Stop.

Signora Luisa, lo so che lei e suo marito vi sentite ora storditi, forse state pensando che tutta la manfrina sopra non vi serve a un accidenti, perché, alla fine, dove sta la secca conclusione da Uno Mattina del SI’ o No vaccini? Non c’è. E come ho scritto nel titolo, genitori…

FORSE LA VERITA’ SUI VACCINI E’: THINK. DOVETE PENSARE CON LA VOSTRA TESTA SULLA BASE DI FATTI.

Un altro fatto che, Signora Luisa e marito, dovete considerare, è che come mi ha detto un’onesta neurologa “I NoVax fanno la voce grossa ‘col sedere degli altri’, perché se i loro bambini non si ammalano o si ammalano poco, lo devono soprattutto al fatto che quasi tutti gli altri bambini con cui vengono in contatto sono vaccinati e quindi non gli trasmettono malattie”. Già, i fatti.

Con questo articolo ve ne ho dati molti. La fonte è di certo autorevole e indipendente, gli episodi della sua carriera e le sue parole lo testimoniano. Allora adesso io faccio questo. Divento io papà con la moglie al nono mese, e chiedo a Paolo Barnard:

A sto punto che farai papà Paolo?”. E mi rispondo: di certo farò gli MPR al mio piccolo, so che i dubbi su questi ci sono, ma mi sono convinto che nei grandi numeri i vaccini MPR sono più utili che dannosi. Sugli altri vaccini, gli Esavalenti, invece no, lì m’impunto, vi è troppa incertezza, servono davvero? (rileggete più sopra), e soprattutto mi allarma il marketing di questi nuovi adiuvanti, che puzza tanto da tutte le parti. Punto. Ci ho pensato tanto, mi prendo la responsabilità su mio figlio usando la mia testa, dopo essermi informato, e non solo col Dott. Jefferson. Sugli Esavalenti farei manifestazioni, volantinaggio, comitati di genitori, e terrei anche i miei figli a casa da scuola. Qui pretenderei la libertà di scelta.

E qui concludo con una cosa di IMPORTANZA IMMANE.

Io come reporter ho scavato tantissimo nella scienza, e il più delle volte vi ho trovato porcherie al limite del processo a Norimberga. Ma qui affermo che ogni singola volta che mi sono imbattuto nel cosiddetto campo alternativo della scienza medica, vi ho trovato porcherie oltre il limite del processo a Norimberga. Non mi fate raccontare qui le tragedie umane che ho testimoniato in prima persona, e che erano in mano ai buffoni delle medicine alternative... sono tutte finite in loculi o fosse nella terra, tutte, viste coi miei occhi.

Allora dove sta la soluzione? La metto così: oggi un infarto acuto con tre coronarie bloccate e tu comatoso sul pavimento di un autobus, può non ucciderti solo perché la scienza di Galileo ti salva se arriva in tempo. Non certo le erbette o il frullato di sali… La scienza è uno strumento portentoso, ma tocca a noi umani fare due cose salva vite:

A) CONOSCERLA NEL SUO BENE E NEL SUO MALE
B) PENSARE E LOTTARE NELLA VITA PER ELIMINARNE IL SECONDO ASPETTO.